Precariato nella P.A., previste 50.000 nuove assunzioni dal 2018 : la circolare della Funzione pubblica tra conferme e novità

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di Andrea Bufarale

Nei giorni scorsi il Ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia ha firmato la tanto attesa circolare n. 3/2017 inerente il piano straordinario di assunzioni nella Pubblica Amministrazione che partirà dal 1° Gennaio 2018 e che secondo le previsioni dovrebbe portare ad oltre 50.000 nuovi ingressi stabili nella P.A. Vediamo di cosa si tratta...

La circolare tende innanzitutto a ribadire che nonostante le previsioni dell’art. 20 del D.Lgs. 75/2017, da cui tutto prende origine, non viene meno il principio costituzionale di cui all’art. 97 ovvero che nel pubblico impiego (salvi gli speciali casi stabiliti) si accede mediante concorso pubblico.

Si specifica inoltre che la circolare è rivolta alle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 con esclusione pertanto dei settori del pubblico impiego che al suo tempo sono stati esclusi dalla c.d. privatizzazione come ad esempio i magistrati, il personale militare, il personale della carriera diplomatica e prefettizia nonché altri lavoratori pubblici i cui contratti rimangono disciplinati dalle speciali normative di settore come ad esempio il personale docente, educativo e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) presso le istituzioni scolastiche ed educative statali.

Tali procedure straordinarie riguardano il triennio 2018-2020 ribadendo e specificando ancor di più i requisiti fondamentali per poter accedere alle stesse (che avevano destato non pochi dubbi tra gli addetti ai lavori). Le procedure previste sono pertanto due: una per il personale che risulti in servizio nella PA a seguito di concorso pubblico (c.d. STABILIZZAZIONE DIRETTA) ed un’altra per il personale che risulti in servizio nella PA senza concorso pubblico (c.d. STABILIZZAZIONE INDIRETTA mediante quota di RISERVA DI POSTI non superiore al 50% nei concorsi pubblici).

Per quanto riguarda la prima procedura, ovvero la STABILIZZAZIONE DIRETTA i requisiti sono i seguenti:

- Basterà pertanto anche un solo giorno di servizio, successivamente alla data del 28 agosto 2015 (Data di entrata in vigore della legge n. 124 del 2015), con contratto di lavoro a tempo determinato presso l'amministrazione che deve procedere all'assunzione:  all’atto dell’avvio delle procedure di assunzione a tempo indeterminato il soggetto potrebbe non essere più in servizio; rileva, tuttavia, la previsione del comma 12 dell’articolo, secondo cui ha priorità di assunzione il personale in servizio alla data di entrata in vigore del d.lgs. 75/2017 (22 giugno 2017); tale ultimo criterio, ferma restando la prevalenza dell’effettivo fabbisogno definito nella programmazione, è prioritario rispetto ad altri eventualmente fissati dall’amministrazione per definire l’ordine di assunzione a tempo indeterminato;

- sia stato assunto a tempo determinato attingendo ad una graduatoria, a tempo determinato o indeterminato, riferita ad una procedura concorsuale - ordinaria, per esami e/o titoli, ovvero anche prevista in una normativa di legge 3 - in relazione alle medesime attività svolte e intese come mansioni dell’area o categoria professionale di appartenenza, procedura anche espletata da amministrazioni pubbliche diverse da quella che procede all'assunzione;

- abbia maturato, al 31 dicembre 2017, alle dipendenze della stessa amministrazione che procede all'assunzione, fatto salvo quanto si dirà per gli enti del SSN e gli enti di ricerca, almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni. Gli anni utili da conteggiare ricomprendono tutti i rapporti di lavoro prestato direttamente con l’amministrazione, anche con diverse tipologie di contratto flessibile, ma devono riguardare attività svolte o riconducibili alla medesima area o categoria professionale che determina poi il riferimento per l’amministrazione dell’inquadramento da operare, senza necessità poi di vincoli ai fini dell’unità organizzativa di assegnazione.

Mentre per quanto riguarda la seconda procedura, ovvero la RISERVA DI POSTI nei concorsi pubblici fino al 50% i requisiti sono leggermente diversi, ovvero:

- risulti titolare, successivamente alla data del 28 agosto 2015 ,di un contratto di lavoro flessibile presso l'amministrazione che bandisce il concorso: l’ampiezza dell’ambito soggettivo di applicazione della norma, più esteso rispetto alla platea ammessa al reclutamento speciale di cui  all’articolo 35, comma 3-bis, lettera a), del d.lgs. n. 165/2001 (nonché a quella di cui all’articolo 20, comma 1), consente di ricomprendere nel reclutamento speciale transitorio per il triennio 2018-2020 i titolari di varie tipologie di contratto flessibile, quali ad esempio anche le collaborazioni coordinate e continuative;

- abbia maturato, alla data del 31 dicembre 2017, almeno tre anni di contratto, anche non continuativi, negli ultimi otto anni, presso l'amministrazione che bandisce il concorso. In tale requisito di anzianità è possibile sommare periodi riferiti a contratti diversi, anche come tipologia di rapporto, purché riferiti alla medesima amministrazione e alla medesima attività, analogamente a quanto indicato al superiore punto 1. lett. c), sempre fatto salvo quanto si dirà per gli enti del SSN e per gli enti di ricerca.

Per entrambe le procedure sono però state  previste delle esclusioni :

- contratti di lavoro a tempo determinato aventi ad oggetto il conferimento di incarichi dirigenziali, salvo quanto previsto per il personale, anche dirigenziale, del Servizio Sanitario Nazionale;

- il servizio prestato negli uffici di diretta collaborazione di cui all'articolo 14 del decreto legislativo 165/2001 o degli organi politici delle regioni, secondo i rispettivi ordinamenti, nonché quello prestato in virtù di contratti di cui agli articoli 90 e 110 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (comma 7);

- il personale docente, educativo e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, nonché – fino all’adozione del regolamento di cui all’articolo 2, comma 7, lettera e), della legge 21 dicembre 1999, n. 508 – le Istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica;

- i contratti di somministrazione di lavoro presso le pubbliche amministrazioni (comma 9).

Nella circolare vengono inoltre chiariti due aspetti di fondamentale importanza: quello programmatico e quello finanziario.

La funzione pubblica infatti chiarisce che tali assunzioni devono essere previste nel piano triennale dei fabbisogni così come modificato dal già citato D.Lgs. 75/2017 con indicazione della relativa copertura finanziaria aggiungendo che è fondamentale stabilire preventivamente criteri trasparenti sulle procedure da svolgere dandone la dovuta pubblicità nonché opportuno che le amministrazioni adottino in ogni caso un atto interno, nel rispetto delle forme di partecipazione sindacale, in cui diano evidenza del personale in possesso dei requisiti previsti.

In merito alle facoltà assunzionali, viene prevista una parziale deroga rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente: oltre alle normali risorse annualmente previste nei piani assunzionali, le amministrazioni possono utilizzare tutte le risorse che si verranno a creare nell’intero triennio 2018-2020 previa puntuale dimostrazione dei risparmi da cessazione che si verranno ad ottenere.

Così come già ampiamente noto, in riferimento alla tempistica di conclusione di tali viene data la possibilità alle amministrazioni di prorogare i corrispondenti rapporti di lavoro flessibile  soltanto con i soggetti che partecipano alle relative procedure (articolo 20, comma 8) superando il limite generale dei 36 mesi.


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