E’ escluso lo scorrimento della graduatoria se è stata bandita un’altra selezione

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di Andrea Bufarale

E’ questo il principio ribadito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 742 depositata qualche giorno fa.

La decisione della suprema corte, quindi, esclude che sia possibile assumere ulteriore personale da graduatoria vigente quanto la stessa amministrazione ha già provveduto a bandire un nuovo concorso (nel caso di specie si tratta di un concorso da dirigenti presso il Ministero dei beni e delle attività culturali).

Nell’odierna vicenda, la cassazione ha oltretutto ribaltato la decisione del Corte d’appello di Roma che aveva dato ragione ai ricorrenti eccependo la tesi difensiva del Ministero che si basava sull’eccezionalità e la temporaneità di quel determinato concorso (così come altre selezioni bandite in quegli anni) basato sulla previsione normativa di cui all’art. 28, comma 9 del D.Lgs. 29/1993. Secondo i giudici infatti, la normativa successiva al 1993, era stata riformata in modo tale da imporre alle amministrazioni lo scorrimento delle graduatorie vigenti facendo venir meno la temporaneità di quelle selezioni.

I giudici della cassazione, nel ribaltare pertanto la decisione di appello, al punto 13) del dispositivo motivano testualmente con il fatto che “la procedura concorsuale alla quale i ricorrenti hanno partecipato e' stata bandita ai sensi del Decreto Legislativo n. 29 del 1993, articolo 28 che, nel testo applicabile alla fattispecie ratione temporis, prevedeva al comma 9: "Nella prima applicazione del presente decreto e, comunque, non oltre tre anni dalla data della sua entrata in vigore, la meta' dei posti della qualifica di dirigente conferibili mediante il concorso per esami di cui al comma 2 e' attribuita attraverso concorso per titoli di servizio professionali e di cultura integrato da colloquio” e pertanto attraverso tale disposizione di legge “il legislatore ha, quindi, previsto una forma di reclutamento eccezionale e temporanea, il che porta ad escludere l'applicazione delle norme con le quali, a partire dall'anno 2002, sono stati prorogati i termini di validità e di efficacia delle graduatorie formate all'esito di procedure concorsuali pubbliche” .

Pertanto, secondo la Cassazione, “il carattere eccezionale e temporaneo della forma di reclutamento prevista dal Decreto Legislativo n. 29 del 1993, articolo 28, comma 9 e' stato confermato dal Decreto Legislativo n. 387 del 1998, articolo 10 che, nel riformulare il richiamato articolo 28, non ha riprodotto la disciplina transitoria originariamente dettata “ ed a tutto quanto sopra “non si e' attenuta la Corte territoriale” che ha oltretutto ritenuto  erroneamente sussistente, in capo ai ricorrenti,  un diritto soggettivo allo scorrimento quando, a fronte del provvedimento di indizione di nuova procedura concorsuale, era configurabile solo un interesse legittimo degli aspiranti all'assunzione (ovvero che l’amministrazione si comporti secondo i principi costituzionali di cui all’art. 97 della Carta del buon andamento e dell’imparzialità dell’azione amministrativa) pertanto le contestazioni non potevano neanche essere proposte nei termini della vicenda in esame.

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