Da oggi le multe possono essere notificate via PEC: pubblicato in GU il decreto ministeriale

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di Andrea Bufarale

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16.01.2018, il decreto del Ministero dell’Interno (di concerto con il ministero della funzione pubblica e dell’innovazione, il ministero della giustizia ed il ministero delle infrastrutture e dei trasporti) che da seguito dopo circa 4 anni al decreto legge n.69 del 21 giugno 2013 (convertito con Legge n.98/2013) che aveva previsto, a seguito di emanazione di apposito decreto ministeriale, senza maggiori o nuovi oneri per la finanza pubblica, la possibilità di notificare i verbali di accertamento delle violazioni al codice della strada a mezzo della posta elettronica certificata (PEC).

E’ innanzitutto importante dire che il decreto è immediatamente applicativo per tutti quanti gli organi di polizia stradale di cui all’art. 12 del codice della strada e dunque non solo per le forze di polizia statali come polizia e carabinieri ma anche per le polizie locali e provinciali e può essere utilizzata sia nei confronti del trasgressore se è stato fermato ed identificato al momento dell’infrazione e sia nei confronti dei proprietario del mezzo o altro obbligato in solido così come disciplinato dal Codice della strada. Il decreto prevede che l’indirizzo PEC, ove procedere alla notifica, possa essere ricavato sulla base di 4 diverse modalità: fornire un valido indirizzo PEC al momento della contestazione, essere in possesso di un domicilio digitale, fornire un valido indirizzo PEC all’organo procedente durante il procedimento di accertamento e contestazione dell’illecito, ricerca dell’indirizzo sui pubblici registri (es. INI-PEC per titolari di partita iva e imprese). Tale possibilità di notifica dunque sarà immediatamente applicabile nei confronti di tutte le imprese e titolari di partita iva che sono obbligati per legge ad avere un indirizzo PEC mentre bisognerà attendere lo sviluppo del c.d. domicilio digitale per tutte le persone fisiche salvo che le stesse, per ragioni di praticità, comunichino all’organo accertatore un proprio indirizzo personale di posta elettronica certificata.

Secondo quanto disposto dal Ministero, il messaggio PEC trasmesso al destinatario dovrà contenere nell’oggetto la dicitura “di atto amministrativo relativo ad una sanzione amministrativa prevista dal codice della strada” corredato dai seguenti documenti:

- una relazione di notificazione su documento informatico separato, sottoscritto con firma digitale (pertanto in formato p7m così come è stato assodato anche dalla giurisprudenza contabile per quanto riguarda la notifica di cartelle via PEC) che riporti tutte le informazioni attualmente già previste per la notifica mezzo posta come la denominazione e l’indirizzo dell’amministrazione procedente ed il numero di telefono dell’ufficio ove sia possibile effettuare il diritto di accesso con l’aggiunta della specificazione dell’indirizzo PEC a cui gli atti vengono notificati e le modalità con le quali lo stesso è stato ricavato dall’amministrazione.

- copia su supporto informatico di documento analogico del verbale di contestazione, sottoscritto con firma digitale

- ogni altra comunicazione o informazione utile al destinatario per esercitare il proprio diritto alla difesa ovvero ogni altro diritto o interesse tutelato.

Viene inoltre stabilito che i termini per la notificazione dei verbali mezzo PEC è quello previsto dal codice della strada per la notifica tradizionale (n.d. 90 giorni dalla violazione per la notifica al proprietario, 100 giorni per la notifica all’obbligato in solido se la stessa è stata effettuata immediatamente anche al trasgressore) con la specificazione che i verbali si intendono compiutamente spediti quando viene generata dal sistema la ricevuta di accettazione e notificati quando sarà generata la ricevuta di consegna completa del messaggio PEC.

Nel caso in cui tale modalità di notifica risulti impossibile per causa imputabile al destinatario, la stessa dovrà essere ripetuta nel rispetto delle forme e dei termini del codice della strada con oneri a carico del destinatario stesso avendo cura, dapprima, di estrarre copia su supporto analogico del messaggio di posta certificata, della ricevuta di accettazione e dell’avviso di mancata consegna  attestando la conformità degli stessi ai documenti informatici cui sono stati tratti.

Il decreto lascia però in sospeso un argomento molto caldo: quello delle spese di notifica. Nulla viene infatti specificato sulla possibilità o meno delle amministrazioni, di applicare nei confronti dei trasgressori, anche in caso di notifica via PEC i c.d. costi di notifica che in questo caso potranno comunque essere limitati ovviamente ai soli costi procedimentali (escludendo per ovvio i costi di utilizzo del servizio postale) stante la clausola di invarianza finanziaria per l’amministrazione pubblica che è stata imposta con il presente decreto.

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