La procedura concorsuale non viene automaticamente annullata in caso di errore nella composizione della commissione

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di Andrea Bufarale

E’ questo quanto deciso dal Tar Lazio con recente sentenza dei giorni scorsi, rigettando il ricorso proposto dai ricorrenti e compensando le spese di giudizio.

La vicenda riguarda due avvisi pubblici, emanati dall’INPS, per i posti di medici specialisti in medicina legale e per il reperimento di 341 operatori sociali/esperti a seguito del Dl n. 203/2005 con il quale sono state trasferite all’Inps stesso le competenze in materia di verifica dell’invalidità civile.

Secondo i ricorrenti, “la composizione della Commissione giudicatrice pareva destinata a penalizzare gli assistenti sociali ed anche la griglia dei punteggi attribuiti ai vari titoli pareva adottata per sortire il medesimo effetto” nonché il fatto della mancanza di dichiarazione dell’assenza di conflitto di interesse dei membri della stessa commissione che non era stata rilasciata al momento dell’insediamento.

Secondo i Giudici del Tar, che riprendono una precedente pronuncia del Tar Basilicata, “La doglianza di errata composizione della Commissione giudicatrice non può sempre comportare l’automatico azzeramento del procedimento concorsuale, ma tale azzeramento ex tunc del concorso può verificarsi soltanto se ricorrono vizi macroscopici, che dimostrano da soli, in modo diretto ed assiomatico, il pregiudizio per il buon andamento della procedura, che non può dunque essere recuperata, mentre quando si tratti di vizi formali che di per sé non evidenziano alcun automatico vulnus sulla qualità tecnica e sulla imparzialità dei giudizi forniti dalla Commissione sarà onere della ricorrente che propone il motivo, se non dimostrare, quanto meno dedurre e prospettare in modo serio ed analitico i modi e le ragioni per cui, nello specifico caso concreto quell’errata ed illegittima composizione della Commissione ha inficiato il giudizio della sua prova o l’esito complessivo del concorso.” (TAR Basilicata, 29 aprile 2013, n. 199), con conseguente reiezione del motivo”.

Per quanto riguarda il secondo punto, osservano i magistrati amministrativi, come, in relazione all’elevato numero di istanze di partecipazione che erano pervenute all’Istituto, la commissione aveva deciso in sede di prima riunione che “con riferimento alla dichiarazione di insussistenza delle cause di incompatibilità, che ciascuno dei Componenti la Commissione, all’inizio di ogni seduta, prenderà visione della lista dei candidati da esaminare nella seduta stessa, segnalando al Presidente l’eventuale sussistenza, anche solo potenziale, di ragioni di incompatibilità con uno o più candidati e conseguentemente astenendosi dalla valutazione dei medesimi….Le dichiarazioni vengono allegate al presente verbale”, superando di fatto il problema richiamato dai ricorrenti.


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