Per l’ARAN è ancora possibile l’apertura degli uffici comunali su 6 giorni

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di Andrea Bufarale

Questo è quanto emerge da un parere trasmesso dall’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni.

Tale indicazione nasce dalla richiesta di un Comune che da anni aveva organizzato gli orari degli uffici su sei giorni (invece che su 5) a seguito del nuovo CCNL del comparto Enti Locali che all’art. 22 ha sancito, nero su bianco, che “Ai  sensi  di  quanto  disposto  dalle  disposizioni  legislative  vigenti,  l’orario  di  lavoro  è  articolato  su  cinque  giorni,  fatte  salve  le  esigenze  dei  servizi  da  erogarsi  con  carattere  di  continuità,  che  richiedono  orari  continuativi o prestazioni per tutti i giorni della settimana o che presentino particolari esigenze di collegamento con le strutture di altri uffici pubblici”.

Secondo l’Agenzia, tale disposizione contrattuale, non ha fatto altro che richiamare la disposizione di cui all’art. 22, comma 2, della Legge n.724/1994 secondo la quale, “Nelle pubbliche amministrazioni di cui al comma 1 l’orario settimanale ordinario, nell’ambito dell’orario d’obbligo contrattuale, è funzionale all’orario di servizio e si articola su 5 giorni, anche nelle ore pomeridiane, fatte salve le particolari esigenze dei servizi pubblici di cui al comma 1”. 

Pertanto, sulla base di tale disposizione ripresa quasi integralmente dal nuovo contratto, risulterebbero salvaguardate, in ogni caso, le esigenze dei servizi che debbano essere erogati con carattere di continuità e che richiedano orari continuativi o prestazioni per tutti i giorni della settimana o che presentino particolari necessità dovute al collegamento con le strutture di altri uffici pubblici.

L'agenzia sottolinea, dunque, nulla sembra cambiato rispetto al passato in quanto una norma contrattuale ha sostanzialmente e solamente ripreso una norma di legge già vigente da quasi 25 anni e pertanto, alla luce di ciò, l’articolazione dell’orario di lavoro su cinque giorni settimanali non può essere considerata, un vincolo o una previsione assolutamente inderogabile.

L’Aran ricorda infatti che, ogni decisione in ordine all’articolazione dell’orario di servizio degli uffici  compete sempre alle valutazioni organizzative dell’Ente, che vi provvederà nel rispetto delle competenze e delle previsioni del Regolamento degli Uffici e dei Servizi nonché viene sottolineato come l'orario di servizio e di apertura al pubblico non sono oggetto di nessuna relazione sindacale mentre l'articolazione delle tipologie dell'orario di lavoro è oggetto di confronto con i sindacati.


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