Nella domanda di partecipazione ad un concorso pubblico occorre indicare tutte le condanne penali subite, pena l’esclusione

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di Andrea Bufarale

Questa è la decisione cui è giunto il Tar di Roma con una recente sentenza che trovate in allegato.

La vicenda riguarda una selezione pubblica per Operatori Tecnici Specializzati – Autisti d’Ambulanza dalla quale il ricorrente era stato escluso in quanto aveva indicato nella domanda di partecipazione soltanto due precedenti penali mentre l’Azienda Regionale promotrice della stessa aveva poi scoperto, a seguito delle verifiche effettuate ai sensi del Dpr 445/2000 che le condanne non erano soltanto due ma bensì quattro.

Secondo quanto si apprende dalla sentenza, l’avviso di selezione testualmente prevedeva, in primis che “Nella domanda il candidato deve dichiarare, ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 28.12.2000, n. 445, consapevole delle responsabilità e delle sanzioni penali previste dall’art. 76 del medesimo decreto, per false attestazioni e dichiarazioni mendaci, quanto di seguito indicato: … 5) le eventuali condanne penali riportate, ovvero di non aver riportato condanne penali” e quindi cheIn caso di non veridicità delle dichiarazioni, si determineranno l’esclusione dalla procedura, la decadenza dagli eventuali benefici conseguiti, nonché la trasmissione degli atti alle competenti Autorità Giudiziarie” ciò sulla base dell’ art. 4 del DPR n. 220 del 2001 prevede al comma 1 che: Per l’ammissione ai concorsi, gli aspiranti … devono indicare: … d) le eventuali condanne penali riportate”.

I giudici hanno pertanto fissato un principio importantissimo ovvero che “dal quadro normativo generale e da quello fissato nel caso di specie (avviso di selezione) emerge dunque con sufficiente chiarezza la sussistenza un onere, a carico dei singoli aspiranti, di indicare tutte le condanne comunque subite nel corso degli anni: di qui la infondatezza della tesi di parte ricorrente laddove tenta di dimostrare l’assenza di un qualsivoglia obbligo in siffatta direzione”.

Con ciò si vuole dire che la accertata non veridicità delle dichiarazioni rese in sede di domanda (evenienza questa peraltro incontroversa nel caso di specie) comporta automaticamente e ineludibilmente l’esclusione dalla ridetta procedura selettiva, e ciò senza che la competente amministrazione possa operare un qualsivoglia giudizio circa la diversa rilevanza o meno di talune condotte e di taluni reati.

In sintesi: è questione non tanto di integrità personale e professionale ma, piuttosto, di affidabilità del candidato ad un pubblico impiego e pertanto ogni dichiarazione sostitutiva, in base all'elementare principio dell’autoresponsabilità, deve essere resa con diligenza e veridicità.

La completezza delle dichiarazioni è già di per sé un valore da perseguire, anche in ossequio al principio di buon andamento dell'amministrazione, e senz’altro è diretta a costituire ineludibile indice di serietà e di correttezza del candidato di turno


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